Infortunio sul lavoro, cosa paga l’INAIL e cosa puoi chiedere in più

In breve

Dopo un infortunio sul lavoro l’INAIL paga un’indennità per i giorni di assenza e un indennizzo per il danno permanente, ma non copre tutto il danno. La parte che resta scoperta, il cosiddetto danno differenziale, si può chiedere al datore di lavoro se ha violato le norme di sicurezza, oppure al terzo responsabile, per esempio l’assicurazione dell’auto in un infortunio in itinere.

Operaio infortunato in cantiere soccorso da una collega

Cosa fare subito dopo l’infortunio

Avvisa immediatamente il datore di lavoro, anche per un infortunio che sembra lieve, e fatti visitare al pronto soccorso o dal medico, che trasmette il certificato all’INAIL. Il datore di lavoro deve fare la denuncia all’INAIL entro due giorni dalla ricezione del certificato, quando la prognosi supera i tre giorni.

Cosa paga l’INAIL

Per i giorni in cui non puoi lavorare l’INAIL paga un’indennità giornaliera dal quarto giorno successivo all’infortunio, mentre i primi giorni sono a carico del datore di lavoro. Se resta un danno permanente, l’INAIL lo indennizza con una somma in capitale per le menomazioni dal 6 al 15 per cento e con una rendita mensile da 16 per cento in su.

La parte che l’INAIL non copre

L’indennizzo INAIL segue tabelle proprie e non ripaga per intero il danno alla persona; restano scoperti, per esempio, le menomazioni sotto il 6 per cento, il danno morale e una parte del danno biologico. Questa differenza si chiama danno differenziale e si può chiedere a chi ha causato l’infortunio.

Se la causa è una violazione delle norme di sicurezza, ne risponde il datore di lavoro, che per l’articolo 2087 del Codice civile deve adottare tutte le misure necessarie a tutelare la salute dei lavoratori; se invece l’infortunio è causato da un terzo, come un automobilista nel tragitto casa lavoro, il danno differenziale si chiede alla sua assicurazione.

L’infortunio in itinere

È coperto dall’INAIL anche l’infortunio avvenuto nel normale percorso tra casa e lavoro, o tra due luoghi di lavoro, a patto che il tragitto e il mezzo usato siano giustificati. Quando è un incidente stradale si sommano due pratiche, quella con l’INAIL e quella con l’assicurazione del responsabile; per la seconda leggi anche la guida sucosa fare dopo un incidente stradale.

I tempi da rispettare

L’azione verso l’INAIL si prescrive in tre anni dall’infortunio; il risarcimento del danno differenziale verso il datore di lavoro si prescrive in dieci anni, verso il terzo responsabile di un incidente stradale di regola in due anni.

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Domande frequenti

L’INAIL mi risarcisce tutto il danno?

No; l’INAIL indennizza secondo le proprie tabelle e alcune voci restano scoperte, come il danno morale e le menomazioni sotto il 6 per cento, che si possono chiedere al responsabile.

Posso chiedere il risarcimento al mio datore di lavoro?

Sì, se l’infortunio dipende da una violazione delle norme di sicurezza; si chiede la parte di danno non coperta dall’INAIL.

L’incidente andando al lavoro è un infortunio sul lavoro?

Sì, è l’infortunio in itinere, coperto dall’INAIL se il percorso e il mezzo sono giustificati; in più puoi chiedere il risarcimento all’assicurazione del responsabile.

Entro quanto devo muovermi?

Verso l’INAIL entro tre anni; verso il datore di lavoro entro dieci anni; verso l’assicurazione di un veicolo di regola entro due anni.

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Riferimenti normativi.D.P.R. 1124/1965 (Testo unico INAIL), artt. 2, 52, 53 e 112; D.Lgs. 38/2000, artt. 12 e 13; Codice civile, art. 2087.

Guida a cura della redazione di RisarciFacile.it, aggiornata a ottobre 2026. Le informazioni hanno carattere generale; per il tuo caso chiedi una valutazione gratuita.

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